Arresto Domenico Bervicato

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Arresto Domenico Bervicato

Arresto Domenico Bervicato – Domenico Bervicato e suo fratello sono tra coloro che sono stati catturati, lasciando latitante un solo sospettato. Un’altra incursione nel Parco Verde di Caivano ha portato all’arresto di tutti i membri della famiglia di Domenico Bervicato. Quando il 4 ottobre Antonio Natale, 22 anni, scomparve e il suo corpo fu ritrovato il 16 ottobre, solo Bervicato era sospettato.

L’adolescente, il fratello Francesco e il cugino Massimo Bervicato sono stati arrestati per presunti ruoli in una piazza di spaccio nel Parco Verde di Caivano, e ieri sera a loro si è unito Giovanni Bervicato , già noto alle forze dell’ordine. ma fino ad allora li avevano sfuggiti.

La Direzione distrettuale antimafia napoletana ha chiesto l’esecuzione di ordinanza di custodia cautelare nei loro confronti e il Nucleo investigativo dei Carabinieri del Castello di Cisterna, la Sezione operativa della Compagnia di Casoria e la Tenenza di Caivano hanno ottemperato.

Arresti per droga sono capitati anche a Domenico Bervicato.

Domenico Bervicato è stato arrestato per traffico di droga prima dell’inchiesta sull’omicidio di Antonio Natale e prima che suo fratello Francesco fosse arrestato in un’altra retata. Bervicato era stato arrestato dai carabinieri a metà novembre dello scorso anno dopo aver appreso che aveva acquistato un biglietto aereo e stava per lasciare il Paese.

La preoccupazione principale di Domenico Bervicato mentre prestava servizio per l’omicidio di Antonio Natale era evitare la cattura. Secondo gli investigatori la vittima, 22 anni, era uno spacciatore del clan Bervicato che sarebbe stato messo a morte per furto di armi, droga e denaro. Il 14 aprile 2023 a Napoli. Antonio Natale, 22 anni, è stato dato per disperso il 4 ottobre 2021; il suo corpo è stato ritrovato il 18 ottobre con tre ferite da arma da fuoco alla testa e al petto.

Un tipico omicidio di mafia a sangue freddo

Il gip di Napoli ha emesso oggi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, e ad eseguirla sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo Castello di Cisterna e la Dda di Napoli. Domenico Bervicato, 22 anni, è sospettato di legami con l’omonima associazione criminale ed è accusato di omicidio e reati connessi di detenzione e detenzione di arma da fuoco, aggravati dal metodo mafioso. Bervicato è stato accusato di molteplici reati, tra cui omicidio premeditato e punitivo, possesso di armi da fuoco e altri reati.

I fratelli e il padre dell’assassino potrebbero essere indagati per il loro possibile coinvolgimento nel traffico di droga.

La madre della vittima, Anna Alboretti, ha più volte testimoniato che l’ultima persona con cui ha visto suo figlio è stato Domenico Bervicato, prima che questi sparisse. Domenico Bervicato, incontrato dagli investigatori, ha raccontato loro che lui e Antonio erano andati da Caivano a Napoli ma si erano persi di vista lungo il percorso.

Domenico Bervicato è stato arrestato mentre la Polizia avviava un’operazione antidroga nelle piazze antidroga del Parco Verde di Caivano. Lui, insieme ai fratelli Massimo e Giovanni e al padre Francesco, ha ricevuto notizia dai militari di essere accusato di aver organizzato un giro di spaccio di stupefacenti. Dagli accertamenti risultava che Domenico Bervicato avesse intenzione di scappare.

Domenica 7 aprile 2023, Napoli, Italia – Due esplosioni sono avvenute nel cuore della notte a Napoli, forse come forma di intimidazione. Al 117 di via Cumana è esplosa una bomba artigianale. Un uomo del posto, di 33 anni, senza precedenti penali, ha subito danni alla porta d’ingresso e alle persiane del suo salone di bellezza. L’esplosione ha danneggiato anche due auto presenti nelle vicinanze. Nessuno è stato ferito qui.

I carabinieri della stazione di Marano sono stati inviati alle 3,30 dopo la segnalazione di un incendio ad un’auto in via Ilaria Alpi 24. Un uomo di 46 anni, già noto alla polizia, è morto quando l’auto su cui viaggiava ha preso fuoco. Le indagini su ciò che ha portato a questi incidenti sono in corso.

Salerno, Italia, 28 luglio 2022 – Angelo Vassallo era “a un passo dalla verità” sull’omicidio del sindaco pescatore perché fu il primo a Pollica, nel salernitano, a rifiutarsi di sottomettersi alla camorra. La Procura di Salerno ha aperto oggi le indagini, a 12 anni dalla commissione del delitto. Questa mattina i carabinieri del Ros hanno fatto irruzione in 9 diverse abitazioni e attività commerciali.

I Carabinieri di Roma e una squadra di procuratori salernitani guidati da Giuseppe Borelli indagano su un complotto di omicidio e un giro di traffico di droga. In base a quanto emerso si ritiene che Vassallo sia stato assassinato per aver tentato di far luce sul traffico di droga nel noto centro turistico di Acciaroli.

Il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, in servizio al Castello di Cisterna ma in vacanza ad Acciaroli al momento dei fatti, è una delle nove persone indagate dalla Procura di Salerno per l’omicidio di Angelo Vassallo. Probabilmente la sua abitazione a Frosinone è stata perquisita, per quello che sappiamo adesso. Cagnazzo era già stato indagato in precedenza, ma la procura di Salerno ha chiesto una pausa su ulteriori azioni.

Arresto Domenico Bervicato

Il viaIcer ha ottenuto le riprese delle telecamere di sicurezza del porto del Cilento solo poche ore dopo il delitto e, nonostante la sua spiegazione di aver aspettato così a lungo perché voleva salvaguardare le immagini, ora vengono utilizzate come prove contro di lui. Cagnazzo si è presentato sulla scena del crimine non molto tempo dopo l’accaduto.

Indagato anche Lazzaro Cioffi, ex carabiniere il cui nome è emerso nell’ambito dell’inchiesta salernitana. Recentemente è stato condannato in primo grado per il suo coinvolgimento in un gruppo di spacciatori di cocaina con sede nel Parco Verde di Caivano. Nel mirino delle indagini c’è Giuseppe Cipriano, imprenditore ed ex gestore del cinema Pollica nel salernitano. Romolo Ridosso, capo della branca di Scafati del clan Loreto-Ridosso, sarebbe stato vulnerabile alle domande degli investigatori.

Vassallo venne ucciso assassinato mentre tornava a casa dal lavoro il 5 settembre 2010, nella frazione Pollica di Acciaroli, dove risiedeva. Una pistola da 9 mm ha sparato sette volte nel suo petto e nel collo, uccidendolo sul colpo. Nel massacro è stata usata una sola pistola. Molto probabilmente l’aggressore non stava sparando “a bruciapelo”, ma piuttosto da vicino e personalmente, mirando al cuore della vittima e ad altri organi vitali. Il sindaco, un pescatore, ha sparato alla testa e al petto, indicando che il suo assassino era un tiratore esperto.

Le indagini si stanno concentrando anche su ciò che per tanto tempo ha distolto l’attenzione dal mistero dell’assassinio. Giuseppe Borrelli, procuratore della Repubblica di Salerno, spiega in una nota che le nuove indagini sono incentrate sull’accertamento “dello svolgimento e delle reali finalità” di una serie di attività investigative condotte nell’immediato successivo al delitto, e senza delega della competente Procura di Salerno Office, “che ebbe l’effetto di indirizzare le indagini verso soggetti che poi si rivelarono del tutto estranei all’omicidio”.

Secondo Borrelli, invece, “parte degli elementi raccolti in oltre un decennio di attività investigativa svolta dalla Procura di Salerno a partire dal giorno successivo al delitto” costituiscono la base del provvedimento di perquisizione. casi che hanno beneficiato della collaborazione con la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nella ricerca di risposte.

Collegamento degli studi tecnologici della DDA napoletana ad altri studi. La Procura della Repubblica di Salerno ha affermato che le più recenti ipotesi sono “oggetto di ulteriore verifica nel corso del procedimento, anche alla luce delle complessive acquisizioni probatorie, ancora coperte dal segreto investigativo”.

Nella serata del 21 ottobre il ventenne e la sua famiglia hanno fatto visita alla sede dei carabinieri di Caivano in via Frattalunga. Dopo settimane di ricerche, è stato ritrovato nelle campagne tra Caivano e Afragola il corpo di Antonio Natale, 22 anni, residente a Parco Verde; era stato ingiustamente accusato di essere coinvolto nell’orribile omicidio di Natale sui social media. È stato attaccato al muro ed è diventato un successo immediato su YouTube.

Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde, ritiene che questo sia un momento cruciale nell’inchiesta sulla morte dello spacciatore Antonio Natale, dato per disperso dalla sua stessa famiglia. Prosegue dicendo che la questione a Green Park non dovrebbe più essere al centro dell’attenzione e che i centri di spaccio di droga e la struttura camorristica che li controlla dovrebbero essere aboliti definitivamente a causa della morte di Antonio e della forza di sua madre.

Intanto, sabato, la Chiesa del Parco Verde ha ospitato la prima riunione del Comitato di Liberazione dalla Camorra – Zona Nord di Napoli. Erano presenti, oltre al senatore Sandro Ruotolo e don Maurizio Patriciello, il comandante comunale di Arzano, Biagio Chiariello, ed altri fautori dell’azione e dell’associazionismo della provincia di Napoli.

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