Franco Gioia Morto

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Franco Gioia Morto – Era stato dirigente del comitato provinciale dell’INPS di Palermo e della Sicilia e aveva rappresentato la corrente socialista all’interno della CGIL. È morto improvvisamente all’età di 68 anni. Molti piangono la perdita di Franco Gioia, noto sindacalista e caro amico. È morto ieri sera Franco Gioia, 68 anni. Gioia è stato parte integrante della lotta per la giustizia dei lavoratori della provincia di Palermo fin dai primi anni ’70, quando era sindacalista e presidente del comitato e dell’istituto provinciale dell’INPS.

Il movimento operaio piange la morte di Franco Gioia

È morto ieri sera a Sciara Franco Gioia, sindacalista 68enne della Cgil. Sin dalla sua carica di presidente del comitato provinciale dell’INPS e dal successivo ruolo di membro del comitato regionale dell’istituto all’inizio degli anni ’70, Gioia ha svolto un ruolo cruciale nei conflitti di lavoro della provincia di Palermo. In precedenza è stato presidente della sede regionale Inca CGIL.

Sicilia, l’isola Gioia era amica di Francesca Serio e madre di Salvatore Carnevale; quest’ultimo fu assassinato a Sciara dalla mafia il 16 maggio 1955, mentre il primo era un difensore della lotta per la terra dei contadini siciliani. Per onorare quelle lotte per la libertà e la giustizia, ha conservato numerosi documenti storici. Ha sempre desiderato che il piccolo borgo palermitano di Sciara rendesse omaggio al sacrificio del Cardinale.

Franco Gioia è nato il 5 ottobre 1951, nel comune di Sciara. Dopo essere finito al Duca degli Abruzzi di Palermo, entra alla CGIL nel 1974 e si impegna nell’azione sindacale. Con la nascita della Federbraccianti di Polizzi e Termini Imerese, insieme a quella del territorio di Termini Madonie Cefalù, dopo la fondazione della Camera del Lavoro della zona, egli fece carriera come giovane socialista. Iniziato nel 1976 con Fillea Palermo, rimase nella segreteria palermitana fino al 1987 quando passò alla CGIL Palermo.

Insieme a Franco Gioia, segretario generale della Cgil Palermo, la segreteria è composta da Poldo Ceraulo, Emilio Miceli, Carmelo Di Liberto, Anna Scarito, Nardo D’Arrigo e Vincenzo Lionti. Terminato l’incarico di segretario della CGIL Palermo, entra a far parte del comitato INPS di Palemo e successivamente lavora nella segreteria generale della CGIL Trasporti Palermo.

Visita la segreteria della Flai Cgil Sicilia nel 1993. Nel 2000 diventa presidente dell’Inca Sicilia. Come presidente degli Inca, promosse una serie di iniziative a beneficio dei siciliani residenti in Germania e stabilì una solida alleanza con il Patronato Inca tedesco. Pino Pappagallo, presidente di Inca Germania, e lui furono in questo periodo stretti collaboratori. Dal 2007 al 2010 è stato presidente dell’INPS Palermo, incarico che manterrà fino al pensionamento nel febbraio 2014.

Ho trovato quello che ho usato di più e da cui ho imparato di più tra tutti. Si è battuto valorosamente con la Fondazione “Carmelo Battaglia” per l’istituzione del premio antimafia intitolato a Salvatore Carnevale a Sciara e Galati Mamertino, paese natale di Turiddu, nel tentativo di mantenere viva la memoria del Carnevale.

Tutti nella comunità socialista siciliana sono in lutto perché Franco è stato così impegnato lì fino al giorno della sua morte. È morto un fratello il cui carattere e il cui acume politico erano idolatrati da molti. I funerali si terranno il 28 dicembre a Sciara. Franco, a suo avviso, si distingueva tra i sindacalisti come una delle personalità più ammirate e illuminanti.

Per far sì che Sciara e Galati Mamertino, paese natale di Turiddu, potessero onorare Salvatore Carnevale, lui e la Fondazione ‘Carmelo Battaglia’ si sono battuti senza sosta per istituire il premio antimafia in suo onore. Concluse le indagini, il 32enne ha esposto i fatti alla Procura di Monza, che ha poi chiesto il processo per Morgan.

Dopo aver raccolto l’atto di accusa presso il Gup, il gip lo ha trasmesso alla Procura di Lecco. Oggi è iniziato il processo davanti a Martina Beggio, giudice unico del Tribunale di Lecco, con le accuse presentate dal pubblico ministero Giulia Angeleri.

Morgan aveva iniziato a ricucire il rapporto – iniziato come amicizia nel 2013 e distrutto nel 2020 – nel corso delle indagini. Successivamente, la giovane avrebbe iniziato a impedire all’artista l’accesso a qualsiasi tipo di comunicazione, compreso WhatsApp. I suoi difensori sostengono che “non poteva quindi commettere alcun reato di stalking” nei confronti di Morgan. L’avvocato della parte civile, Maria Nirta, ha sottolineato che la conciliazione è fuori questione. Data probabile udienza: 28 febbraio.

Con le sue tre figlie al suo fianco, Morgan ha trascorso il Natale più felice di sempre il 27 dicembre 2023, a Milano. Lo stesso cantante condivide la foto del primo ricongiungimento familiare completo, il che non sorprende dato che l’ex Blumvertigo ha avuto tre figli da tre diverse unioni. anche se non è riuscita a sfociare in un’amicizia.

Il primo è stato 2001 di Asia Argentofiglia Anna Lou; la seconda è stata Lara, la figlia del 2020 di Jessica Mazzoli e della sua attuale compagna Alessandra Cataldo; e la terza era Maria Eco, la figlia dell’attuale partner del Grande Fratello e del concorrente di X-Factor nel 2020.

Secondo il post Facebook di Pippo Oddo, Franco ha rispettato costantemente tutti gli standard di puntualità degli altri area manager per le riunioni organizzative di lunedì delle 8.30. Franco, pur abitando in zona, non è mai stato lui a pagare il caffè ai ritardatari. maggiore separazione. Invidioso della commemorazione della sua Sciara, la martire, Franco Gioia fu compagno della zia Ciccina Serio, che era la madre di Salvatore Carnevale.

A lui debitore fino ad oggi, il suo libro sull’Olocausto del Carnevale di Turiddu mi ha fornito un tesoro di fonti primarie, comprese le testimonianze di altri attivisti del martire che lottarono per la redenzione sociale. Nessuna razionalizzazione ha aiutato; la tua morte ha ulteriormente rafforzato la mia fiducia nel crollo delle fondamenta umane e sociali su cui poggiano le mie speranze e i miei sogni.

Franco Gioia Morto

Questo segna la fine del tempo di Raffaele Stancanelli in Europa. Il controverso ex sindaco di Catania ha annunciato che non si ricandiderà nella circoscrizione di Bruxelles. Lo ha fatto intervenendo alla conferenza provinciale dalla piattaforma di Fratelli d’Italia, il partito del premier Giorgia Meloni. “Sono felice di tornare in Europa, di esserci anche nella prossima legislatura”, ha detto ai giornalisti.

Ma non ho ottenuto altro che silenzio, sconcerto e incertezza quando ho chiesto il parere del partito sul valore della mia presenza in Europa circa sei mesi fa. Da giovane delegato che tentava di sfondare nel mondo sindacale, sei stato fonte di ispirazione anche per me, scrive Franco-Giacometta. Alcuni esempi di questi attributi includono l’onestà, l’affidabilità, la serietà e la pronta disponibilità. Apprezziamo molto la tua presenza. Mio Dio, tu sei il mio tutto. Io sono Giacometta e tu sei importantissimo per me.

Ciccio afferma di aver conosciuto “un amico e sindacalista fantastico – Abbiamo lavorato insieme alla Flai/Cgil Pesca per almeno dieci anni. Aveva la qualità chiave che manca gravemente ai sindacati di oggi: il tipo di modestia che distingue i leader sindacali veramente grandi. Oltre a perdere un amico, ho perso qualcuno che per me era quasi come un fratello, e di questo mi dispiace davvero. Eccolo, Franco, disteso sul mare calmo.

Un pescatore veterano.”Cosa dovrei fare con la mia storia?” Onestamente, è agrodolce”, dice l’annunciatore. Ho deciso di porre fine alle umiliazioni in modo moralmente retto. È con il cuore pesante che annuncio la mia decisione di smettere di cercare la ricandidatura, una mossa universalmente disprezzata.

Almeno per un po’, i rapporti con il partito si erano un po’ raffreddati a causa della decisione di Stancanelli di non candidarsi alla presidenza della Regione Siciliana. Meloni ha sostenuto il candidato italiano Renato Schifani per la carica di Nello Musumeci, nonostante a Palazzo d’Orleans potesse andare un membro del suo stesso partito. Pertanto, l’incisione è ora ufficialmente un’incisione ufficiale e non un’incisione latente.

Franco Gioia, sindacalista CGIL di 68 anni, è morto ieri notte a Sciara, in provincia di Palermo. Sin dalla sua carica di presidente del comitato provinciale dell’INPS e dal successivo ruolo di membro del comitato regionale dell’istituto all’inizio degli anni ’70, Gioia ha svolto un ruolo cruciale nei conflitti di lavoro della provincia di Palermo. In precedenza era sotto la sua presidenza la regione Inca Cgil Sicilia.

Gioia era amica di Francesca Serio e madre di Salvatore Carnevale; quest’ultimo fu assassinato a Sciara dalla mafia il 16 maggio 1955, mentre il primo era un difensore della lotta per la terra dei contadini siciliani. Per onorare quelle lotte per la libertà e la giustizia, ha conservato numerosi documenti storici. Ha sempre desiderato che il piccolo borgo palermitano di Sciara rendesse omaggio al sacrificio del Cardinale.

Il presidente Antonio Matasso ha affermato che, tra i tanti socialisti attivi nel sindacato, Franco è stata una delle persone che ha visitato più spesso e da cui ha imparato di più. dell’associazione socialista antimafia “Carmelo Battaglia”. Nella lotta alla mafia si batte incessantemente per l’istituzione del Premio Salvatore Carnevale in collaborazione con la Fondazione “Carmelo Battaglia”. per far sì che Sciara e Galati Mamertino, luogo natale di Turiddu, non dimenticassero mai l’amico Carnevale. Guardare la tua foto – scrive Alberto – mi emoziona perché mi ricorda la nostra comune giovinezza. Franco, spero che tu sia in pace.

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