Penne Avvelenate Ai Genitori

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Penne Avvelenate Ai Genitori – Alessandro Leon Asoli ha detto la verità a sua madre nel tentativo di ricucire il loro rapporto teso. La madre che aveva tentato così disperatamente di uccidere quasi due anni prima. Negli ultimi due anni Monica si è dimostrata affidabile. Non c’è niente che possa fare per perdonare suo figlio.

Le sue parole potrebbero essere state l’ultima goccia che ha mandato Alessandro oltre il limite. Un crollo che non poteva essere previsto per le ragioni addotte. Con ogni probabilità, il bambino ha capito di non avere più accesso alla sua principale fonte di informazione e guida. Le persistenti proteste di colpa non cambiano i fatti. Il giovane che ha tentato di soffocare la madre con il nitrito di sodio è sopravvissuto.

Perché gli ci è voluto così tanto tempo per dire la verità?

Interrogato sull’omicidio del patrigno, Loreno Grimandi, e sul tentato omicidio della madre, Monica Marchioni, Alessandro ha sempre negato ogni coinvolgimento. Ieri, però, davanti alla Corte d’Assise, ha preso la sconvolgente decisione di confessare.

Il figlio, che ora ha 21 anni, confessa di aver avvelenato i suoi genitori con penne al salmone.

Alessandro Asoli, allora 21enne, è stato condannato a 30 anni di carcere da un tribunale di primo grado nel settembre 2022 per aver complottato l’omicidio del suo patrigno e tentato omicidio di sua madre, Monica Marchioni. “Una sequenza da vero film dell’orrore e un dramma molto doloroso, lungo, autentico”, come recita la sentenza per i giudici della Corte d’Assise. Dopo due anni in cui il suo avvocato aveva sostenuto che il vero assassino era la madre del ragazzo, che stava attraversando un grave episodio depressivo, il ventunenne ha finalmente ammesso la sua colpevolezza.

Per essere perdonato, Alessandro implora la madre.

La Corte d’Appello ha confermato la pena detentiva di Alessandro a 30 anni dopo aver ammesso di aver aggiunto nitrito di sodio ai piatti di pasta in questione. La domanda “perché? risponde a questo nuovo piano d’azione diventando realtà. Fino al giorno prima, infatti, aveva seguito rigorosamente la routine di un normale assassino. Permettimi di darti una spiegazione più approfondita.Coloro che commettono tali atrocità hanno due opzioni: confessare immediatamente o andare in prigione per il resto della vita. Forse non lo imparerà mai.

Quello che ha passato Monica Marchioni

A rompere il silenzio è la stessa Monica Marchioni. In un’intervista a La Vita in Diretta, la madre di Alessandro descrive “l’inferno” che ha sopportato e continua a sopportare. La vera natura del figlio della donna le divenne chiara: “Ho capito che mio figlio è un assassino”, ha dichiarato. Nessuna quantità di scuse da parte sua avrebbe riportato indietro mio marito dall’orlo della morte. Rimasi davvero colpito dai suoi occhi. È difficile per me perdonare come madre.

È scappato con tutti i miei averi. Lui o lei si è scusato per l’errore che hanno commesso. Sia io che mio marito siamo morti per mano sua. Sono assolutamente solo ora che tutta la mia famiglia è morta. Secondo l’accusa, Alessandro Leon Asoli avrebbe tentato di uccidere la madre e il patrigno avvelenandoli.

L’uomo sopportò un dolore terribile e alla fine morì, ma Monica fu risparmiata poiché mangiò meno dopo aver notato un sapore insolito nella sua pasta. Suo figlio ha tentato di soffocarla quando si è reso conto che stava lottando. Ha fatto chiarezza e si è scusato con sua madre, ma lei non sembra ancora disposta a perdonarlo.

Durante il suo appello, Alessandro Leon Asoli ha ammesso di aver avvelenato il 15 aprile 2021 il suo patrigno Loreno Grimandi e tentato di uccidere sua madre Monica Marchioni servendo loro penne al salmone condite con nitrito di sodio Ceretolo nella loro casa di Casalecchio di Reno, che si trova in provincia di Bologna. Quando aveva vent’anni, il giovane non si era mai assunto la responsabilità della sua condotta.

Penne Avvelenate Ai Genitori

Si è anche scusato e ha indicato davanti alla Corte d’appello di Asoli di aver attraversato in carcere un “processo psicologico” prima di decidere di confessare. Alessandro Leon Asol è stato condannato all’ergastolo in primo grado. In questo appello l’accusa chiede l’ergastolo. La trama si infittisce ora, due anni dopo, quando il giovane ammette finalmente di aver commesso il delitto.

Mi scuso per aver aspettato fino ad ora per esprimere il mio rammarico. Nonostante la mia esitazione iniziale, ora mi sento pronto ad assumermi la responsabilità dei miei errori e a scusarmi con tutti quelli che potrei aver ferito. Ho bisogno del perdono di mia madre e di una seconda possibilità perché l’ho fatto.

Secondo l’accusa, Alessandro Leon Asol ha ucciso il suo patrigno, Loreno Grimandi, 56 anni, e ha tentato di uccidere sua madre, Monica Marchioni, per appropriarsi della loro ricchezza comune. Terminata la confessione, l’imputato singhiozzava e chiedeva di essere rispedito in cella.Nella seconda udienza dell’udienza d’appello a Bologna, Alessandro Leon Asoli, 21 anni, condannato in primo grado a 30 anni carcere per l’omicidio del patrigno, Loreno Grimandi, 56 anni, e per il tentato omicidio della madre, ha confessato in tribunale. La cerimonia si svolgerà a Ceretolo di Casalecchio di Reno il 15 aprile 2021.

Il giovane ha dato a entrambi delle pennette arricchite con nitrito di sodio. L’uomo è morto, la donna è sopravvissuta a malapena dopo averlo mangiato e suo figlio l’ha aggredita,cercando di annegarla nell’acqua contaminata.Stamattina in tribunale si è sentita una voce appena percettibile quella del 21enne: “Voglio dire la verità che non ho detto prima perché avevo paura e perché non potevo farlo”.

“Spero che un giorno mia madre possa perdonarmi e che iopuò avere una seconda possibilità.” La Procura di Bologna ha proposto questo ricorso per ottenere la condanna all’ergastolo.Ha preparato una bomba di penne al salmone e ha inseguito i suoi genitori.La madre ha potuto andarsene dopo la morte del patrigno.

Alessandro Leon Asoli,che il 15 aprile 2021 a Casalecchio di Reno ha avvelenato il patrigno Loreno Grimandi e tentato di uccidere la madre Monica Marchioni con penne al salmone intrise di nitrito di sodio, ha deciso di non appellare in Cassazione la sua condanna a 30 anni .

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