Ragazzo Morto A Barrafranca

Spargi l'amore
Ragazzo Morto A Barrafranca
Ragazzo Morto A Barrafranca

Ragazzo Morto A Barrafranca – Con 11.854 residenti stabili, il comune siciliano di Barrafranca è affiliato al libero consorzio comunale di Enna. Si estende su terreni scoscesi a sud-ovest del capoluogo, tra i fiumi Tardara e Braemi; a sud-ovest confina con i monti Erei.

Si trova a 448 metri sul livello del mare e copre una superficie di quasi 53,64 km.Tra le tavolette di Monte Navone 268 II SW e Barrafranca 268 III SE, questo punto è segnato sulla carta topografica dell’IGM.

Le volte precedenti

Barrafranca deriva probabilmente dall’antica città-stato di Hibla Heraia, i cui vari nomi includono Galeota, Galatina e Callonania. in mancanza di riferimenti Intorno al 1330 il paese passò in proprietà alla famiglia Barresi. Durante la conquista normanna era conosciuto come Convicino.

Due secoli dopo aver cambiato nome, Convicino divenne noto come Barrafranca nel 1529. Prende il nome dal marchese Matteo III Barresi, che creò la città e liberò i nuovi arrivati dal pagamento delle tasse all’arrivo, a lui probabilmente prese il nome il comune.Promosse anche la costruzione delle prime residenze.

La comoda posizione della città, l’abbondanza di posti di lavoro nelle miniere di sale, le promesse di sicurezza e indipendenza e altri fattori hanno contribuito al boom demografico apparentemente infinito di Barrafranca. L’insediamento si espanse dalla sua collocazione originaria nei pressi del castello Barresi fino a comprendere il quartiere di Sopra Canale ad ovest, i possedimenti monastici ad est ed infine a nord.

Indicatori rilevanti

Il primo stemma ufficiale di Barrafranca non fu autorizzato dal governo; fu progettato dal capomastro Santo Scarpulla durante i lavori di restauro della facciata del Palazzo Comunale alla fine degli anni ’20.

Le componenti del disegno erano le seguenti: uno scudo di forma ovale azzurra con un’aquila naturale poggiata su una fascia verde che recava la scritta nera “Barrafranca”; una torre bianca con in cima un marchese e un’iscrizione d’oro; una fascia sotto l’ala sinistra dell’aquila; e merlature di gusto guelfo.

Un nuovo stemma fu adottato dal Consiglio Comunale il 10 febbraio 1953. La corona d’argento dei Comuni poggia su uno scudo inquartato. Un nastro tricolore unisce due rami di ulivo e di alloro alla base dell’albero.

È stato trascritto nel Registro Araldico dell’Archivio Centrale dello Stato il 10 ottobre e nel Registro dell’Ufficio Araldico il 25 ottobre dello stesso mese dopo l’approvazione del nuovo stemma comunale con decreto del Presidente della Repubblica dell’11 settembre 1996 .

La biografia di un individuo

Nacque da genitori contadini il 16 novembre 1930 a Corleone. Aveva quattro sorelle: Caterina , Gaetano , Arcangela e Giovanna Francesca . Giardiniere di professione, il padre di Giovanni lavorava anche part-time nella tenuta del barone Guglielmo Inglese.

Un terreno era stato lasciato in eredità alla moglie di Giovanni dal padre di lei. All’età di tredici anni, Salvatore prese il cognome del nonno dopo aver perso il padre Giovanni e il fratello minore Francesco nel bombardamento dell’Italia dell’11 settembre 1943.

Insieme al fratello Gaetano, Francesco e i suoi due fratelli maggiori stavano tentando di recuperare la polvere da sparo dal una palla di cannone americana rinvenuta su un terreno in località Venere del Poggio. Il loro piano era vendere insieme la polvere e il metallo.

Francesco aveva allora sette anni. Sebbene Totò fosse rimasto illeso perché rimasto seduto in un angolo lontano dall’ordigno esplosivo, Gaetano riportò lesioni al viso e alla gamba. Il 13 settembre videro i riti funebri per suo padre e suo fratello nella chiesa di Santa Rosalia a Corleone.

In occasione di questo evento Totò Riina fu l’unica volta che fu vista pubblicamente piangere, secondo testimonianze dell’epoca. Poiché sua madre, Maria Concetta Rizzo, non era in grado di provvedere a tutti, Riina iniziò il viaggio mattutino verso la piazza principale di Corleone nella vana speranza che qualcuno gli offrisse un lavoro come operaio.

La combinazione della sua natura violenta e del suo desiderio di indipendenza finanziaria lo portarono a unirsi alla banda di Luciano Liggio e a dedicarsi al furto di grano e bestiame. Bernardo Provenzano e Giacomo, zio paterno di Riina, erano membri del clan mafioso locale a cui lui si unì .

Luciano Liggio utilizzò un ramo di arancio amaro per somministrare a Riina il rito del “punciutu”. Successivamente il dottor Michele Navarra, il capo della famiglia criminale Corleone, venne coinvolto nella banda di Liggio. Il 10 marzo 1948, con l’aiuto di Luciano Liggio e Riina, fu assassinato il sindacalista Placido Rizzotto del Partito Socialista Italiano.

Una seconda battaglia di mafia, legami politici e atrocità giudicate “eccellenti”

La strage di Viale Lazio, avvenuta il 10 dicembre 1969, fu un tentativo di punire il boss Michele Cavataio, e Riina fu uno dei responsabili. Quel giorno morì Calogero Bagarella. Era il fratello della sua ragazza. Mentre Salvo Lima era sindaco e Vito Ciancimino era assessore ai lavori pubblici durante il sacco di Palermo, Cavataio cercò di ereditare i contratti della città.

Ragazzo Morto A Barrafranca

Riuscì a fomentare animosità tra i cittadini, che sfociarono infine nella prima guerra di mafia e nella strage di Ciaculli, per la quale venne poi messo a morte. Dopo lunghe discussioni, i leader mafiosi decisero di punirlo .

Nell’ambito di un “triumvirato” improvvisato che comprendeva i capibanda Stefano Bontate e Gaetano Badalamenti, Riina mediava le controversie tra le numerose bande operanti nella regione di Palermo.

Sostituisce regolarmente Liggio nel periodo successivo . L’assassinio del pubblico ministero Pietro Scaglione il 5 maggio 1971 fu un atto autonomo di Riina; questo fece infuriare profondamente Bontate e Badalamenti.

Nello stesso anno partecipò ai sequestri a scopo di estorsione ordinati da Liggio a Palermo: venne rapito Antonino Caruso , figlio dell’industriale del marmo Giacomo, intimo amico dell’allora il ministro Bernardo Mattarella che aveva fatto da “padrino” ad Antonino:

il suo figlioccio venne rapito da ignoti e caricato su un’auto nel quartiere Fontana Grande di Salemi e dopo pochi giorni il ministro morì di crepacuore; e del figlio del costruttore Francesco Vassallo, Pino, avvenuti l’8 giugno 1971,

mentre il 16 agosto 1972 lo stesso Riina ordinò il sequestro del costruttore Luciano Cassina, il quale venne sequestrato in via Principe Belmonte, in cui erano implicati uomini della cosca di Giuseppe Calò Oltre a riscuotere il riscatto, Riina voleva far fuori Badalamenti e Bontate, legati al padre dell’ostaggio, il conte Arturo Cassina, che controllava l’illuminazione pubblica di Palermo ,

sistema fognario e rete stradale . Pagato un riscatto di circa 1 miliardo e 300 milioni, il rapimento del figlio del conte terminò definitivamente il 7 febbraio 1973 dopo essere durato 175 giorni . Furono invece chiesti 300 milioni come riscatto per il rapimento di Antonino Caruso.

Dopo la seconda guerra di mafia, il ritorno in politica

Nella seconda guerra di mafia, del gruppo Corleonesi di Riina facevano parte Ignazio e Nino Salvo, che erano cugini. Salvo Lima diventa il nuovo referente politico di Riina, e la loro missione è quella di mantenersi in contatto con lui per risolvere in chiave positiva le questioni procedurali .

I soci giustiziali, infatti, sostengono che Lima sarebbe intervenuto per ottenere la modifica da parte della Corte di Cassazione delle condanne all’ergastolo del maxiprocesso di Palermo contro Riina e molti altri boss.

Più precisamente, un collaboratore di nome Baldassare Di Maggio affermò che nel 1987 lui e Riina si recarono nella casa palermitana di Ignazio Salvo per incontrare Lima e il suo comandante Giulio Andreotti per chiedere il loro intervento nel processo. La decisione del processo contro il leader democristiano Andreotti si basò su deboli prove emerse da quell’incontro,

per cui la sua colpevolezza fu confermata fino al 1980, quando ruppe i rapporti con i dirigenti di Cosa Nostra e lanciò un’aggressiva campagna antimafia . Con la cattura di Michele Greco, avvenuta nel febbraio 1986 in una cascina rurale di Caccamo, Riina era già salito al ruolo di leader.

Tuttavia, le condanne all’ergastolo furono confermate nel maxiprocesso dopo che la Corte Suprema approvò la veridicità della testimonianza resa dal collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta il 30 gennaio 1992.

Secondo le testimonianze dei collaboratori di giustizia, Riina avrebbe deciso di mettere in guardia Andreotti, che aveva mostrato un minimo interesse per la sentenza e aveva firmato un decreto legge che rimetteva in carcere gli imputati del maxiprocesso che erano stati rilasciati in tempo o erano agli arresti domiciliari.

Se dalle deposizioni dei collaboratori di giustizia, in particolare di Tommaso Buscetta e Francesco Marino Mannoia, scaturiscono gli ordini precisi di Totò Riina — lo sterminio dei parenti dei pentiti “fino al 20° grado di parentela — compresi bambini e donne, come i quelli massacrati da Marino Mannoia nel 1989,allora Cosa Nostra si vendicherà.

Lo storico difensore di Riina Cristoforo Fileccia, parlando alla TGR all’inizio di luglio 1992, dichiarò che il suo assistito «era in Sicilia e lo incontrava spesso». Una risposta particolare è stata innescata da . Le sue dichiarazioni hanno portato a un’indagine su potenziale favoreggiamento .

Il suo ruolo di cospiratore nell’assalto della mafia italiana al governo nell’estate del 1992 è stato cruciale. Di conseguenza, il 23 maggio 1992, gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro furono assassinati insieme al giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e altri.

L’omicidio del magistrato Paolo Borsellino e degli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina è avvenuto il 19 luglio, appena 57 giorni dopo, in Via D’Amelio.

Ragazzo Morto A Barrafranca
Ragazzo Morto A Barrafranca

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Ads Blocker Image Powered by Code Help Pro

Rilevato blocco pubblicità!!!

Abbiamo rilevato che stai utilizzando estensioni per bloccare gli annunci. Sostienici disabilitando il blocco degli annunci.

error: Il contenuto è protetto !!