Vania Protti Quanti Anni Ha

Spargi l'amore
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Vania Protti Quanti Anni Ha – Vania Protti Traxler era già una star del cinema quando è nata. A Parigi nel 1904, Ottorino Protti e il fratello Gino presentarono al mondo i fratelli Lumière. Le foto istantanee li conquistarono subito e decisero di portare le pellicole con sé a Mantova per utilizzarle nella loro nuova attività. Le pizze erano allestite su teli bianchi come in un teatro ambulante. Tuttavia i manifesti sono stati realizzati da Arnoldo Mondadori, un amico fidato. Questo è il primo capitolo di una saga familiare che abbraccia oltre cento anni nell’industria cinematografica.

Traxler, A. Vania Ai giorni nostri, Wikipedia

Il film Sognaviamo, diretto da Alberto Crespi, è appena stato proiettato a Roma e trasmesso alla radio in occasione dell’Hollywood party. L’evento si svolgerà il 18 gennaio alla Cineteca di Bologna. Il libro di Vania Protti Traxler, conosciuta anche come “La Distributrice”, gioca un ruolo fondamentale nella storia della proliferazione della fotografia d’autore italiana.

Lei e suo marito, Manfredi Traxler, hanno portato nei cinema numerosi film acclamati dalla critica, tra cui: Parigi, Texas e Il paradiso sopra Berlino, entrambi di Wim Wenders; Raccomando i seguenti film: “Legami ! Film blu, Film bianco e Film rosso di Krzysztof Kiéslowski; Gli amanti del Pont-Neuf di Leos Carax; Il percorso della vita di Radu Mihaileanu; L'”Uomo solitario” di Tom Ford; e “Faust” di Aleksandr Sokurov.

Il dirigente responsabile del teatro

“I film vanno visti nelle sale, questi piccoli schermi mi fanno schifo.” Per quanto cliché possa sembrare, “tutti sognavamo il cinema” è reale. Vania Protti Traxler e suo marito Manfredi Traxler hanno avuto una carriera straordinaria nella distribuzione cinematografica, guadagnando a Vania il soprannome di “Il distributore” e portando in Italia alcuni dei più grandi luminari del cinema.

Artisti del calibro di Wim Wenders, Emir Kusturica, Rainer W. Fassbinder, Spike Lee, Baz Luhrmann e Peter Jackson hanno tutti collaborato con suo nonno, Ottorino Protti. Vania ha avuto una vita normale fino al punto in cui, invece di chiedere l’anello nuziale, ha chiesto una copia di “Il matrimonio di Maria Braun”.

Tutto questo è esposto nel libro del distributore, “Sognavamo al cinema”, che funge da guida all’enigmatica settima arte. Stasera alle 18, la Biblioteca Renzo Renzi di Piazzetta Pier Paolo Pasolini ospiterà la Cineteca. Una frase comune del suo repertorio è “Qui ho frequentato la scuola delle monache grigie in via Galliera e qui ho le mie amiche più care”.

Suppongo che questa sia la tua nuova dimora?

A causa delle origini ebraiche di mia madre, mi recai inizialmente a Bologna nel ’36, ma partii qualche anno dopo, nel ’40. Ho davvero apprezzato il mio soggiorno qui mentre frequentavo il college. Quando mio papà dirigeva l’Arena del Sole spesso si rideva e si scherzava con l’accento locale. È una città con un grande senso dell’umorismo, piena di gente amichevole.

I residenti di Roma sono sulla difensiva anche quando si trovano direttamente sotto le Torri, nonostante il fatto che la città sia sede di alcuni dei migliori film del mondo. Una volta, io e alcuni miei amici andammo al cinema subito dopo la scuola. Era un luogo di incontro e di conoscenza del passato della città.

C’è una possibilità che abbiamo perso parte della magia?

È troppo intimidatorio guardare i film su un piccolo schermo a casa. Rispetto ad altre forme di intrattenimento, come i programmi televisivi, i film costituiscono una classe a parte. Dato che i film sono opere d’arte, tengo la bocca chiusa quando li guardo. Sì, nel senso che il virus ha costretto molti giovani a smettere di impegnarsi in conversazioni significative e a passare invece tutto il tempo a fissare il telefono.

Chi è il responsabile?

Forse a causa di questo fastidioso pezzo di tecnologia. Non credo si debba dire che l’adolescenza sia un momento particolarmente difficile e delicato, ma con la pandemia e la guerra i giovani sono diventati un po’ isolati e vulnerabili. L’impegno della Cineteca nel promuovere queste idee cinematografiche rimane incrollabile. Anche io, attraverso la donazione di numerose copie dei film da me prodotti, ho dato un contributo importante a questa pubblicità.

Sooviamo alla scinema di Alberto Crespi è stato trasmesso a Roma e in radio all’Hollywoodparty; il 18 gennaio sarà proiettato alla Cineteca di Bologna. Questo libro, scritto da Vania Protti Traxler, alias “La Distributrice”, è una meravigliosa eredità che ci ha lasciato; è una storia completa della distribuzione del cinema d’essai italiano. Lei e suo marito, Manfredi Traxler, gestiscono sale cinematografiche che hanno proiettato opere di Wim Wenders, Leos Carax, Krzysztof Kielowski, Radu Mihaileanu, Tom Ford e Aleksandr Sokurov.

Vania, una donna straordinariamente attraente, sposa l’artista Ferruccio Ricordi quando ha circa cinquant’anni; fondò poi l’Accademia con il secondo marito, Manfredi Traxler. Nel 1979, invece della collana di rubini che aveva notato alla mostra di Boucheron a Cannes, chiese a Manfredi di realizzare il film Il Matrimonio di Maria Braun.

Una storia intrigante che preannuncia l’inizio della casa di distribuzione conosciuta come Academy and Serveè una prova dell’incrollabile devozione di Vania alla settima arte. Film come “Mephisto” di “Szabó”, “Ho un debole nel mio piede destro” di “Sheridan”, “La moglie dello schiavo” di “Jordan” e “Il falso profeta” di “Ruzowitzky” tutti hanno vinto gli Oscar.

La loro differenza di età di 20 anni aggiunge mistero e intrigo alla loro relazione. Si tengono ancora profondamente l’uno per l’altro nonostante tutto quello che è successo. Entrambi i figli di Rita, Alessandro e Giorgio, sono uomini di successo.

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La loro madre è in gran parte responsabile del profondo amore e della familiarità dei suoi figli con il passato storico della musica italiana. Alessandro e Giorgio hanno entrambi seguito le orme della madre perseguendo la musica come carriera. Alessandro, a differenza di Giorgio il cantante, compone musica.

Rita Pavone, all’anagrafe Rita Ori Filomena Pavone, è una cantante italiana di fama mondiale. È nata a Torino il 23 agosto 1945, ma è cittadina svizzera per nascita. Conosciuta come la Zanzara di Torino, la She pel di carota e la She pel di rosso, è una delle otto cantanti pop italiane ad entrare nelle classifiche del Regno Unito.

Suo padre lavorava alla fabbrica Fiat Mirafiori e sua madre restava a casa a crescere i loro quattro figli. Ha guadagnato una popolarità diffusa per la prima volta in Italia dopo essersi esibita al Festival degli Sconosciuti di Ariccia quando era giovane. Rita era una delle star più importanti nel 1963, quando aveva già venduto oltre un milione di registrazioni. È molto amica di Gianni Morandi.

Rita Pavone e il produttore discografico Teddy Reno sono sposati dal 1968. I due figli di questa unione si chiamano Giorgio e Alessandro Merk. Lei e suo marito chiamano casa la Svizzera dalla fine degli anni ’60, ed è lì che afferma di aver trovato la vera armonia con se stessa.

Non è un segreto che il cantante abbia attraversato momenti difficili. In realtà soffriva di una patologia che necessitava di un delicato intervento al cuore. La cantante stava provando per un’apparizione nello show di RaiUno I Raccomandazioni quando si è ferita ballando e ha dovuto annullare. L’operazione ebbe successo e Rita si riprese completamente.

Teddy Reno è figlio di una donna ebrea e di un ingegnere di una ricca famiglia austro-ungarica di nome Giorgio Merk, ma solo pochi eletti lo sanno. Durante la seconda guerra mondiale, quando i nazisti perseguitavano i suoi coetanei a Trieste, sua madre dovette evacuare la famiglia a Milano Marittima, dove vivevano sotto pseudonimo.

Teddy Reno, il cui nome di battesimo è Ferruccio Merk, ha cambiato il suo cognome in “Ricordi” proprio per questo motivo. Per questo motivo ancora oggi è in uso l’insolito cognome paterno del produttore musicale e dei figli di Rita Pavone.

Rita Pavone e Teddy Reno sono i genitori di Alessandro Merk Ricordi e Giorgio Merk Ricordi. Il primo è un giornalista molto stimato che ricopre diversi ruoli per la televisione locale svizzera, il secondo è un musicista di successo che ha seguito le orme musicali della sua famiglia in Svizzera. Rita Pavone e suo marito vivono a Lugano, mentre Alessandro Merk Ricordi e suo fratello Giorgio Ricordi chiamano casa Ginevra.

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